La tomografia a coerenza ottica (OCT) potrà presto diventare di uso quotidiano nella diagnostica – soprattutto in Oncologia – grazie a una nuova tecnica messa a punto dal National Physical Laboratory che è in grado di evitare qualsiasi errore di misurazione. L’OCT è una tecnica di imaging dal successo crescente, che permette di osservare con risoluzioni molto elevate, impensabili per TC e MRI, sotto la superficie dei tessuti senza l’ausilio di radiazioni ionizzanti. La controindicazione al suo utilizzo di massa finora era dovuta alla estrema sensibilità alle imprecisioni della misurazione: qualsiasi in accuratezza, anche minima, porta infatti a risultati del tutto errati e a potenziali errori diagnostici importanti. L’NPL ha messo a punto il cosiddetto “point-spread pahntom”, che elimina il rischio di errori: si tratta di cilindri di resina traslucida contenenti particelle speciali, disegnate per riflettere la luce secondo determinati angoli. Inquadrando con l’OCT questi cilindri e analizzando l’immagine con un apposito software NPL gli utenti possono avere la certezza che la macchina è settata alla perfezione e che le diagnosi effettuate sono corrette.
(Fonte)
27 gennaio 2010
La prevenzione neonatale salva più vite che la cura
AISMME Onlus presenta un nuovo spot per sensibilizzare Istituzioni e Opinione Pubblica sullo “Screening neonatale metabolico allargato”.
Per non venire alla luce e poi ricadere nel buio.
Padova, 26.02.2009. Alla nascita possono passare inosservate. Molte volte non vengono prontamente diagnosticate perché sconosciute ai più. Si stima che un bambino su 500 ne nasca affetto e soltanto uno su quattro viene riconosciuto in tempo: sono le malattie metaboliche ereditarie, un gruppo di circa 600 tipi inseriti nel grande libro delle oltre 6.000 malattie rare. Queste malattie necessitano di un immediato riconoscimento e di un rapido soccorso clinico alla nascita: la mancata diagnosi precoce può causare al bambino gravi danni cerebrali ed all’organismo, che porterà con sé per tutta la vita, quando anche non alla morte. Riconoscere in tempo queste malattie oggi si può: esiste infatti un test, lo screening allargato neonatale, che, eseguito a 72 ore dalla nascita, identifica fino a 60 tipi di patologie per la cui terapia esistono evidenze scientifiche efficaci. Molte famiglie potranno vedere crescere i loro figli senza disabilità, anche se affetti da questo particolare tipo di malattie genetiche. Molte famiglie non dovranno più piangere la perdita del proprio bambino per una diagnosi mancata o ritardata. Nella Finanziaria 2008 sono stati previsti tre milioni di Euro per acquistare i macchinari necessari per effettuare lo screening allargato in tutto il territorio nazionale e si è registrato l’impegno formale dell’allora Ministro Livia Turco per un rapido avvio del test. Contestualmente il mondo medico ha elaborato le linee guida per l’applicazione dello screening su larga scala. Peccato però che i tempi si stiano allungando e che lo screening trovi applicazione in modo frammentario in alcune Regioni o presso alcuni istituti, solo grazie alla buona volontà di politici locali, amministratori e medici. Dal 2007 l’Associazione Italiana Sostegno Malattie Metaboliche Ereditarie Onlus che raccoglie i genitori dei bambini affetti da queste patologie ha iniziato una campagna di sensibilizzazione a livello nazionale per contribuire a formare una maggiore consapevolezza nei confronti della prevenzione in epoca neonatale e più in generale di questo tipo di malattie, che oggi purtroppo ancora stenta a farsi strada. Ha utilizzato tutti gli strumenti a disposizione, tra questi uno spot che è stato mandato in onda sulle principali reti nazionali e locali, che aveva come testimonial la neomamma Alessia Mertz. In occasione della 1° Giornata Mondiale delle Malattie Rare, nel corso del convegno “Figli di un male minore?” che si svolgerà a Roma proprio il 28 febbraio prossimo, l’Associazione presenterà ufficialmente il nuovo spot video, che vede la partecipazione di Veronica Pivetti. “Lo screening metabolico allargato è già attivo negli Stati Uniti, Gran Bretagna, Germania, India, Malesia. In Italia dal 2004 è obbligatorio per tutti i neonati della Toscana – commenta Cristina Vallotto, Presidente di AISMME – con un bambino identificato ogni 1.800 per un totale finora di 81 bambini affetti. Nel frattempo altre Regioni si sono date da fare per l’attivazione dello screening metabolico allargato: Lazio e Liguria, Sicilia e, grazie all’attività dell’AISMME, il Veneto. Altre ancora si stanno organizzando per l’attivazione, come la Lombardia e l’Emilia Romagna. Ma la strada da fare è ancora lunga e tortuosa: c’è bisogno di una adeguata normativa governativa, di uno stanziamento di fondi sufficiente per l’acquisto delle apparecchiature ma anche e soprattutto per la riorganizzazione dei centri screening regionali e dei centri di cura”. “Ci auguriamo che la prima giornata mondiale per le malattie rare – conclude la Vallotto – sia uno stimolo in più per il Governo a farsi parte attiva nel sollecitare le Regioni ad utilizzare i fondi e ad attivarsi velocemente per l’applicazione del test a tutti i 600 mila bimbi nati in Italia ogni anno, ma anche a velocizzare in parlamento l’iter delle proposte di legge su prevenzione, diagnosi e trattamento di queste patologie. I pochi centri di cura esistenti in Italia si trovano troppo spesso senza uomini e strumenti e, in un momento in cui la ricerca sta facendo grossi passi avanti, non possiamo vanificare la professionalità e capacità acquisita dai vari tecnici, un tesoro prezioso da valorizzare ed utilizzare rivalutare”.
Ufficio stampa AISMME
pressgv@libero.it
AISMME
Associazione Italiana Sostegno Malattie Metaboliche Ereditarie Onlus
Via Niccolò Tommaseo, 67-C
35131 Padova
E-mail: info@aismme.org
www.aismme.org
27 febbraio 2009

Titolo: Guida all’interpretazione di un OCT Spectral Domain
Autori: Bruno Lumbroso, Marco Rispoli
Anno: 2009
N. Pagine: 128
Formato: cm 21 x 29,7
Indice
- Principi tecnici dell’OCT Spectral Domain Zeiss Cirrus
- Principi generali dell’interpretazione di un OCT Spectral
- Istologia retinica e OCT Spectral Domain – Correlazioni fra istologia retinica e immagini OCT di retina normale
- Interpretazione dell’OCT sagittale patologico
- Visualizzazione in tre dimensioni (3D rendering) – Analisi tridimensionale e interpretazione: dissezione virtuale in vivo della retina
- Topografia retinica Cirrus
- Overlays – Sovrapposizioni di immagini OCT Spectral Domain con fluorangiografie, autofluorescenza, ICG, microperimetria (cirrus fundus registration software)
- Glaucoma
- Casi clinici di riferimento
11 febbraio 2009

Titolo: Aggiornamenti di Oftalmologia Legale 2009
Autori: Francesco Tucci, Francesca Tucci, Serena Tucci
Anno: 2009
N. Pagine: 80
Formato: cm 17 x 24
Indice
- La responsabilità civile del consulente tecnico
- Classificazione e quantificazione delle minorazioni visive e norme in materia di accertamenti oculistici
- Novità in tema di danno esistenziale
- Novità in tema di danno biologico, morale, esistenziale nelle nuove norme e nelle recenti interpretazioni giurisprudenziali
- Tabella delle menomazioni lievi 1-9% (Decreto 3 luglio 2003)
- Tabella delle menomazioni gravi (10-100%)
- Chirurgia oftalmica con finalità estetiche
- Il danno estetico in diritto penale (deformazione e sfregio). Considerazioni medico-legali
- Il danno alla capacità lavorativa specifica
- Onere della prova (responsabilità contrattuale ed extracontrattuale)
- Condotta omissiva e responsabilità professionale. Nesso di causalità
- Vizi di consenso
- Codice della strada aggiornato al luglio 2006. Requisiti fisici
11 febbraio 2009

Titolo: Occhio e Nutrizione
Autore: Lucio Buratto
con la preziosa collaborazione di
Eugenio Del Toma e Nazareno Marabottini
Presentazione di Umberto Veronesi
Anno: 2008
N. Pagine: 400
Formato: cm 25 x 25
Composto da 4 Parti:
- La Prevenzione Dietetica
- L’Alimentazione e le Malattie Oculari
- Buonumore a Tavola
- Ricette di Buona Cucina
«…Conosco da anni Lucio Buratto a cui mi lega una stima sincera sia sul piano professionale sia su quello culturale. Ci unisce una comune passione per la ricerca scientifica che, pur su strade diverse, ci porta spesso a traguardi comuni. Uno di questi è la prevenzione…».
«…Buratto, che è un divulgatore scientifico molto esperto, con questa sua ultima opera affronta un tema che appare forse scontato: l’alimentazione e il valore preventivo di una corretta nutrizione… Ma Buratto restringe la sua attenzione sull’occhio, l’organo cioè che è il campo del suo lavoro di chirurgo, ma anche di ricercatore. E lo fa con uno stile accattivante, curioso, ricco di informazioni preziose (che si trovano nelle ricette!) che ho letto con molto interesse…».
Umberto Veronesi
«…L’impegno a cui giornalmente l’occhio è sottoposto è davvero inverosimile, ma non termina qui… anzi è destinato ad aumentare sempre più con l’evolvere del genere umano…
Inoltre l’alterazione dello scudo d’ozono ha fatto aumentare la quantità di radiazioni nella fascia del blu che genera, in particolare nell’occhio, radicali liberi in maggior quantità e quindi uno stato di precoce invecchiamento delle strutture; a tutto ciò si è aggiunto il fumo e altri fattori tossici oltre allo stress psicofisico e all’inquinamento atmosferico e ambientale.
Ne risulta che, da alcuni decenni, negli occhi la necessità di antiossidanti è aumentata e continua ad aumentare…
Ma è realmente necessario aumentare la quantità di antiossidanti introdotta con l’alimentazione? La risposta è positiva non solo per l’occhio, ma per tutto l’organismo in generale perché l’effetto protettivo degli antiossidanti è dimostrato in molti studi; tra questi la luteina è forse la più importante; essa ha il compito di sequestrare gli elettroni liberi riducendo la formazione di radicali…».
Lucio Buratto
Per qualsiasi richiesta inviare una mail a:
office@medicongress.it
25 novembre 2008

Titolo: La Cheratite Erpetica – Edizione 2008
Autori: Vincenzo Sarnicola, Luigi Conti, Chiara Signori, Alberto Montericcio, Luigi Fontana, Gabriella Parente, Giorgio Tassinari, Patricia Toro, Flavia Menicacci
Anno: 2008
N. Pagine: 68
Formato: cm 17 x 24
Indice
Capitolo 1
La Cheratite Erpetica da Herpes Simplex
- Epidemiologia
- Infezione e meccanismi immunologici di difesa nell’HSV
- Classificazione, clinica e cenni di terapia
- HSV-diagnostica
- Terapia medica e chirurgica
- La farmacologia antivirale
- Resistenza dell’HSV alla terapia antivirale
- Corticosteroidi
- Terapia chirurgica
- Herpes simplex e cheratoplastica
- HSV e vaccini
Capitolo 2
La Cheratite Erpetica da Herpes Zoster
- Blefarite e congiuntivite
- Cheratite
- Uveite
- Episclerite e sclerite
- Nevralgia posterpetica
- Trattamento dell’herpes zoster oftalmico
20 novembre 2008

Titolo: La malattia oculare da Herpes Zoster Virus – Manifestazioni del segmento anteriore
Autore: Rita Scorrano
Anno: 2008
N. Pagine: 56
Formato: cm 17 x 24
Indice
- Epidemiologia
- Eziopatogenesi
- Manifestazioni cliniche
- Prognosi e complicanze
- Diagnosi e diagnosi differenziale
- Terapia
- Bibliografia
10 novembre 2008
Via libera allo screening metabolico nel Veneto: è la seconda Regione in Italia dopo la Toscana
La Giunta regionale del Veneto ha dato una speranza in più ai 47 mila bimbi che ogni anno nascono nella regione. Lo scorso 8 agosto è stata infatti approvata una delibera che programma l’attivazione dello “screening neonatale metabolico allargato” per tutti i nuovi nati, un test in grado di individuare le circa 40 patologie metaboliche attualmente diagnosticabili, a poche ore dalla nascita.
“A poco più di due anni dalla richiesta presentata da AISMME all’Assessorato alla Sanità della Regione del Veneto supportata dalla raccolta di quasi 8.000 firme – spiega Manuela Pedron, Vicepresidente di AISMME Onlus, l’Associazione che raccoglie i genitori dei bambini affetti da malattie metaboliche ereditarie, malattie altamente invalidanti e spesso mortali se non diagnosticate in tempo – la Giunta Regionale ha finalmente deliberato l’applicabilità dello screening metabolico allargato che dovrà essere eseguito in tutti i centri nascita della Regione”. Il Veneto diventa così la seconda Regione in Italia ad attivare lo screening allargato dopo la Toscana che aveva deliberato in merito nel 2004. Le malattie metaboliche ereditarie sono tra le malattie rare quelle che necessitano di un immediato “soccorso” clinico la cui precondizione è il riconoscimento immediato della patologia. Riconoscimento che può avvenire attraverso lo screening fatto alla nascita, un test oggi facilmente eseguibile ma che Italia viene applicato a tutti i neonati solo nella regione Toscana dove è attivo per legge dal 2004. E l’importanza di questo test lo può dare un numero: in Toscana su 150.000 bambini screenati sono stati identificati 81 bambini affetti, uno ogni 1.850.
“Negli ultimi anni si sono succeduti nel Veneto ben tre Assessori alla Sanità: l’ex Assessore Flavio Tosi (ora Sindaco di Verona) e l’ex Assessore Francesca Martini (ora Sottosegretario alla Sanità) che con grande sensibilità sin da subito avevano dato il loro benestare avendo ben compreso l’importanza di estendere la prevenzione neonatale adeguando il pannello delle malattie comprese nello screening regionale.
Arrivare ad una soluzione positiva non è certo stato facile per i Tecnici della Regione – ha puntualizzato Cristina Vallotto, Presidente dell’AISMME – Tra i problemi da risolvere, la presenza di due candidature d’eccellenza per l’attivazione dello screening allargato: l’Azienda Ospedaliera di Verona – Centro Regionale di Screening attivo da quasi 30 anni, riferimento anche per il Friuli Venezia Giulia e per le Province Autonome di Trento e Bolzano per un totale di 78.000 neonati l’anno; e l’Azienda Ospedaliera di Padova – Centro di cura U.OC. per le Malattie Metaboliche Ereditarie. Che il lavoro fosse ripartito tra le due Azienda Ospedaliere era risaputo oramai da mesi, tenuto conto delle risorse disponibili e delle competenze acquisite. I Tecnici della Regione confidano comunque che i neonati potranno cominciare ad essere screenati già dall’inizio del 2009.
Un’ottima notizia, dunque, per i neogenitori italiani, che guardano con fiducia alla possibilità che in ogni Regione sia possibile, effettuare il maxi- test ai loro piccoli. Una realtà presto anche per il Friuli Venezia Giulia e la Provincia Autonoma di Trento. La delibera della Giunta regionale del Veneto sarà infatti trattata nel prossimo autunno nel Tavolo Tecnico per le Malattie Rare dell’Area Vasta Nord-Est per estendere la territorialità e il bacino d’utenza per lo screening metabolico allargato anche a queste due aree.
“Ci auguriamo che la sensibilizzazione che AISMME Onlus sta conducendo anche a livello nazionale dia presto i suoi frutti anche altrove – ha concluso la Vallotto – e che anche i neonati delle altre Regioni possano sentirsi presto protetti alla nascita dallo screening neonatale metabolico allargato. Dove lo screening è già attivo i bambini identificati precocemente hanno una discreta qualità di vita. Dove invece lo screening allargato manca i bambini vengono identificati quando i danni neurologici irreversibili sono già comparsi. Ed un bambino tardivamente identificato è un bambino che dovrà convivere, oltre che con la sua patologia, anche con una grave disabilità causata da un evento prevedibile e – bisogna tenerne conto – con costi sociali ben superiori al valore dello screening stesso”.
Inoltre le nuove linee guida nazionali per l’applicazione dello screening allargato sono già state approvate dalle due società scientifiche, il SISMME (Società Italiana Studio Malattie Metaboliche Ereditarie) ed il SISN (Società Italiana per gli Screening Neonatali).
Ma l’applicazione del test è solo un primo passo, anche se importante: è necessario parallelamente impegnarsi per la gestione dei nuovi piccoli malati. “Occorre la volontà per una seria ed organica presa in carico del paziente metabolico – conclude Manuela Pedron – cosa che comprende il potenziamento dei centri di cura (quei pochi che esistono sono al limite del collasso e difficilmente riescono a far fronte alle emergenze), corsie preferenziali per i farmaci salvavita, una adeguata preparazione dei medici pediatri, un’adeguata attenzione ai pazienti adulti per i quali oggi non esiste nulla in termini di assistenza. Ed i tempi devono non solo essere certi, ma anche rapidi”.
L’Ufficio stampa: Giuliana Valerio
Cell. 335.8140675
11 settembre 2008
“Ipovisione e informatica”, questo il titolo del Seminario che si terrà il prossimo 24 ottobre a Roma. Promosso dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità – IAPB Italia onlus – e dalla sua struttura per ipovedenti presso il Policlinico Gemelli (Polo Nazionale per la Prevenzione della Cecità e la Riabilitazione Visiva degli Ipovedenti), avrà l’obiettivo di aggiornare il personale medico. Si svolgerà nella Capitale presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Oftalmologiche-Università La Sapienza.
L’evento, che durerà una giornata (dalle ore 9.30 alle ore 17.00) si rivolge soprattutto agli operatori della riabilitazione visiva: si concentrerà sullo stato dell’arte dell’informatica per ipovedenti, sulle sue modalità di utilizzo e sulle novità, concentrandosi sulle prospettive a livello medico e tecnologico.
“Nel pomeriggio – anticipa in una comunicazione l’avv. Giuseppe Castronovo, presidente della IAPB Italia onlus, che aprirà i lavori – è prevista una sessione in cui verranno messe a confronto le varie esperienze dei Centri di riabilitazione”.
Tra gli interventi previsti ci sarà “L’informatica, gli strumenti assistivi e il web per gli ipovedenti” di Massimiliano Martines (Componente della Commissione Nazionale Osservatorio Siti Internet dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti-UICI). “L’informatica per ipovedenti in relazione alle diverse patologie” sarà l’oggetto degli interventi del Prof. Filippo Cruciani della Sapienza di Roma e della Dott.ssa Romina Fasciani (Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma). Parlerà anche Rag. Angelo Mombelli, Componente della Direzione Nazionale dell’Uici, sugli “Ipovedenti in Italia-problemi e aspettative”.
Segreteria Scientifica:
Prof. Filippo Cruciani
Dott.ssa Romina Fasciani,
Dott. Filippo Amore
Polo Nazionale di Servizi e Ricerca
per la Prevenzione della Cecità e la Riabilitazione Visiva degli Ipovedenti
IAPB Sezione Italiana
Ph: +39.06.35510819 – +39.06.3010170
e-mail: s.superbi@iapb.it
Segreteria Organizzativa
OIC Srl – Viale G. Matteotti, 7
50121 Firenze
Att. Ada Nicolosi
Tel 055.50.35.324
e-mail: ipovisioneinformatica@oic.it
11 settembre 2008

COMUNICATO STAMPA
Associazioni insieme per salvare bambini come Stefano e Milo
Padova 01.07.2008
L’applicazione dello screening neonatale allargato a tutte le Regioni italiane non è più rinviabile, così come la realizzazione di una organizzazione logistica, laboratori, macchinari, medici specializzati, che ne garantisca l’effettiva applicazione ma che possa anche supportare in modo efficace e quotidianamente i malati e le loro famiglie. In questi ultimi anni nel campo delle malattie metaboliche ereditarie sono stati ottenuti risultati scientifici confortanti grazie, però, al lavoro di pochissimi medici e ricercatori. Per molte malattie sono stati individuate cure e terapie adeguate. Risultati che ci dicono che una buona parte di queste terribili sindromi sono curabili o quantomeno contenibili nelle loro manifestazioni, ma che rischiano di venire vanificati quando manca il sostegno da parte delle istituzioni nazionali e regionali. Associazioni e famiglie fanno la spola davanti alle porte di Assessorati regionali, Direzioni sanitarie, Ministeri per spiegare che anche solo poche ore di ritardo nell’ottenere il risultato di un test o la scarsa assistenza possono fare la differenza tra la vita e la morte per i loro bambini ma si scontrano contro un muro di incompetenza quando non anche di indifferenza. E’ quanto è successo ai genitori di Stefano, il bimbo sardo affetto da aciduria metilmalonico con omocistinuria: “Con la forza del nostro amore e della disperazione abbiamo ottenuto che la multinazionale che fabbrica il farmaco salvavita per nostro figlio, la cui commercializzazione è assolutamente poco redditizia, lo rimettesse in produzione – spiega Silvio Pedditzi, padre di Stefano – Ma abbiamo anche chiesto all’Assessorato alla Sanità della Regione Sardegna tempi certi per l’applicazione dello screening neonatale allargato ed il ripristino del Centro di Riferimento per le malattie rare dell’Ospedale di Cagliari, i cui laboratori sono stati chiusi perché non è stato riconfermato il personale, precario ormai da 17 anni”. “In Regione non capiscono il problema – spiega il dottor Franco Lilliu, Referente per le malattie rare dell’Ospedale di Cagliari – il Piano sanitario regionale prevede l’inserimento dello screening neonatale allargato, l’identificazione ed il potenziamento del nostro Centro come Centro di riferimento regionale, ma nella realtà non si muove nulla. Sono anni che tentiamo di spiegare ai vertici regionali l’importanza di potenziare il laboratorio, e loro oggi ci dicono che i test possono essere effettuati nei centri della penisola. Non si rendono conto che anche solo poche ore di differenza possono salvare una piccola vita o determinarne sofferenze inenarrabili”. E’ importante ricordare, poi, che lo screening allargato ha un costo irrisorio, (circa 5-6 euro a bambino), mentre un bambino diagnosticato tardivamente porta con sé per tutta la vita gli enormi danni della sua malattia non trattata precocemente con una notevole ricaduta dal punto di vista sociale.
Pressione sulle autorità locali, politiche e sanitarie, sensibilizzazione della pubblica opinione: sono queste le strade scelte da AISMME onlus, l’associazione che raccoglie le famiglie di bimbi affetti da queste patologie rare se prese singolarmente, ma frequenti se sommate insieme, che da anni si batte per l’applicazione dello screening neonatale allargato in tutto il territorio nazionale e che ha siglato un gemellaggio con Cometa Sardegna, la Onlus isolana che, grazie anche al tam tam mediatico che si sussegue in questi giorni sul caso del piccolo Stefano, intende riportare all’attenzione il problema delle malattie metaboliche ereditarie, un gruppo di oltre 600 malattie che, se identificate precocemente, grazie appunto allo screening allargato che ne individua ben 40 tipi diversi, possono essere se non completamente curate, almeno arginate nei loro effetti, e che, proprio per la loro complessità e scarsa diffusione, vengono trascurate ed abbandonate alla buona volontà di pochi medici e ricercatori. Tanto lavoro, studio e dedizione, in parte vanificati, anche da parte di un altro centro per la cura di queste patologie, quello esistente presso l’Azienda Ospedaliera di Padova che da oltre 20 anni vede in “trincea” solamente un unico medico il Dr. Alberto Burlina che si occupa della salute e del benessere di oltre 450 pazienti tra adulti e bambini, ai quali le istituzioni sanitarie regionali non hanno ancora dato una risposta concreta e duratura in termini di cura e assistenza.
In questo contesto sono necessarie risposte concrete. I 570.000 bimbi che ogni anno nascono in Italia, i pazienti e le loro famiglie hanno urgenza di ottenere delle risposte concrete e non possono certo adeguarsi ai tempi lunghissimi e all’indifferenza della politica e della burocrazia.
Ufficio Stampa: Giuliana Valerio – cell. 335-814.06.75 – pressgv@libero.it
Per info: www.aismme.org – 049-99.00.700
1 luglio 2008